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Sentieri di scuola 2 – puntata 1

Primo giorno di scuola

Suona la campanella che indica l’inizio delle lezioni.
I primi due ad entrare in classe sono Eleonora e Fabrizio:
- Stavo così bene in vacanza… non vedo l’ora che finisca la scuola.
- Ma Ele, non abbiamo nemmeno cominciato!
- Sai, sono stata bene con te in Spagna, ci voleva proprio!
Fabrizio però non sembra dello stesso parere; è pensieroso e non reagisce in alcun modo agli abbracci affettuosi della ragazza.
- Cosa c’è, Fabry?
- Niente… non c’è niente… sarà la nostalgia dell’estate…
- Io invece sospetto qualcos’altro; tu stai pensando ad Alfredo.

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Intanto, nel corridoio si sono ritrovate Francesca ed Adriana.
La prima, dopo i consueti convenevoli, fa riferimento ad una loro vecchia conoscenza:
- Secondo te, come starà Claudia?
- Non ne ho idea, e sinceramente non mi interessa nemmeno.
- Credo che la sua scelta di cambiare scuola sia stata adeguata. Anch’io, al suo posto, avrei fatto la stessa cosa, dopo una vergogna simile.
- E’ vero che lei non può pagare per gli errori del padre, ma hai visto come ha vissuto gli ultimi mesi qui con noi?
- Sì, i professori sono stati molto duri con lei e nemmeno i nostri compagni sono stati clementi, te compresa…
Adriana si sente molto colpita dall’accusa dell’amica.

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- Ciao Lorenzo, come va?
- Bene, Alberto! Sono contento di rivederti!
I due amici si sono abbracciati fuori dall’ingresso della scuola.
- Quest’anno perchè non ti iscrivi anche tu alla nostra scuola di calcio?
- Ti sembra che sia adatto?
- Dai, sei un tipo robusto e ci serve qualcuno come te per fare una squadra come si deve.
- Vedremo, dai… Ciao, Roberto! Ciao, Paola!
- Ciao, ragazzi, come state? – risponde Roberto
- Bene
- Bene, e voi?
- Tutto a posto – risponde ora Paola – come sono andate le vacanze?
- Rilassanti
- Tranquille
Intanto sopraggiungono anche Adelaide e Marisa:
- Buongiorno a tutti!
- Ciao ragazze…
Seguono i soliti saluti mentre poco più in là si vede arrivare anche Stefano, che non saluta nessuno e si dirige direttamente in aula.
Pare che, comunque, i componenti della combriccola non si siano accorti di lui e proseguono a parlare.

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- Ele, non sto pensando ad Alfredo; ormai me ne sono fatto una ragione…
- Non devi vergognarti di questo, Fabry, era il tuo migliore amico ed è normale che ti manchi, ora che…
- Non ripeterlo! – grida Fabrizio – Non voglio che continui a ricordarmi quello che è successo quel giorno…
Il ragazzo, in realtà, continua a rivedere nella sua mente le scene che continuano a non farlo dormire di notte.

Nel giorno in cui sono stati arrestati il signor Mario e Sam, Alfredo aveva sparato un colpo di pistola contro quest’ultimo, ferendo invece gravemente un poliziotto.
A quel punto, trovandosi alle strette, il ragazzo è risalito sulla sua auto ed ha iniziato a correre all’impazzata mentre tutti i ragazzi presenti nell’ufficio di Brambilla erano ignari di tutto.
Un paio di auto della polizia, non impegnate nella caccia a Sam, hanno cominciato ad inseguire il fuggiasco per fermarlo dopo il suo gesto. La corsa è diventata sempre più veloce e disperata, anche nelle strade più strette del paese.
Giunto su un sentiero sconnesso lungo il fiume, le auto hanno rallentato solo di poco, ma Alfredo ha continuato a sperare di seminare i suoi inseguitori, anche perchè sia lui che loro conoscevano bene tutta la viabilità della zona.
All’improvviso, però, durante una manovra azzardata, la macchina di Alfredo ha sbandato e, a causa della sua folle velocità ed alla mancanza di un guard-rail, è finita in breve tempo nel letto del fiume.
L’acqua alta ha sommerso l’intero abitacolo mentre i poliziotti, scesi dalle loro auto, hanno cercato di avvicinarsi al luogo dell’impatto. La forte corrente, tra l’altro, allontanava sempre di più la macchina di Alfredo ed ha reso ancora più complicate le operazioni di recupero.
Grazie ad una squadra di soccorso composta anche da sommozzatori, chiamata nel giro di qualche minuto e accorsa non appena possibile sul luogo dell’incidente, sono state condotte delle ricerche per ritrovare Alfredo. Si pensava fosse rimasto intrappolato sul suo sedile, ma di lui non è rimasta traccia nè all’interno nè nei dintorni dell’auto.
Le operazioni sono proseguite per molte ore, sia durante la giornata sia nei giorni seguenti, senza dare nessun risultato.

Fabrizio ed Eleonora sono spesso ritornati su quella strada sperando di avere nuove informazioni o di rivedere il loro amico spuntare da dietro un cespuglio, ma non c’è stato nulla da fare.
Adesso sono passati circa 10 mesi e la situazione non era mutata: Alfredo, nonostante il corpo non sia mai stato trovato, per tutti è morto.

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Lunedì 22 Dicembre 2008 Pubblicato da giovannivita | Fiction | , , , | Ancora nessun commento.

Rebirth “8 giorni fa”

“Non l’ho uccisa io! Non l’ho uccisa io!”
Gennaro correva vestito da sposo nella strada più trafficata di Las Vegas alle undici di sera.
Le luci della città del peccato facevano in modo che lui non potesse scappare da nessuna parte.
Gli agenti federali lo inseguivano con un passo veloce.
Gennaro, nonostante la sua età di cinquantasette anni, correva veloce.
Aveva appena superato il Majestic, il Cesar Palace, fin ad arrivare al Bellagio, dove si trova la fontana danzante.
Lui la vide, e decise di darsi al gesto estremo: si getto nell’acqua, mentre la fontana dava il suo show.
Le luci e le sirene delle auto della polizia giunsero sul luogo.
Ordinarono di fermare immediatamente lo spettacolo di luci e di acqua.
Presero Gennaro zuppo e lo portarono con loro.
Aveva ucciso quella che sarebbe diventata sua moglie e tutti i presenti nella “Chapel of Love” di Las Vegas.

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Giovedì 30 Ottobre 2008 Pubblicato da genius91 | Fiction | , , , , , , , , , | 3 Commenti

Rebirth “Nine Days Ago”

La bella e bionda Samantha camminava per la lunga 5th avenue da sola.
Vestita con una minigonna di jeans e camicia svolazzante rosa confetto appena comprati da Comlex Wearing.
Era passato un giorno da quando erano approdati lì e da quando Francis era stato rapito, ma lei non lo sapeva.
I soldi le erano stati prestati dalla “Lance Bank” in meno di ventiquattro ore, veloci le banche qui, e non siamo neppure in America!
Non le avevano chiesto nulla, solo il nome e il suo indirizzo.
Girato l’angolo con la 6th, gli altissimi grattacieli celavano un luogo molto strano, che non aveva mai visto prima d’ora: Il palazzo del governo, chissà se dentro c’era il collaboratore del presidente…

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Giovedì 23 Ottobre 2008 Pubblicato da genius91 | Fiction | , , , , , , , | 2 Commenti

Rebirth “10 Giorni Dopo”

Nei precedenti episodi di “Rebirth”:

Un gruppo di dieci fra i quaranta galeotti più famosi d’America naufraga e approdano in una città che, secondo un suo abitante, non si trova in America.La nave su cui viaggiavano è naufragata per quello che loro credono un “Fungo atomico”.

Dopo aver scoperto gli scheletri nell’armadio di Francis ed essersi dispersi, adesso si va dieci giorni avanti…

Andrew sedeva in una sala d’attesa.

La sala era quadrata con pareti di colore verde tenue e le sedie erano disposte ai lati della stanza.

A centro era posto un tavolo con alcuni giornali, tutti sconosciuti ai suoi occhi.

Erano passati ormai dieci giorni dal loro arrivo nella “città”.

In questi giorni Andrew aveva perso i contatti con gli altri, nessuno si era rivisto.

“La città è molto grande!” penso lui.

“Signor Housten?” chiese la donna che si affacciò in quella sala.

“Si sono io” rispose.

“Il dottor Avellino la sta aspettando”

“Grazie. Che stanza?”

“La quattro, si accomodi”.

Uscendo dalla “wating room” si voltò e vide un computer, lì gli tornò in mente ciò che fece.

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Giovedì 16 Ottobre 2008 Pubblicato da genius91 | Senza Categoria | , , , , , , , | 2 Commenti

Leo’s Life (L’acqua)

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“Certe persone pensavano che l’acqua, il bene più prezioso dell’umanità, fosse inesauribile. Ma se lo fosse stato non ci staremmo mica preoccupando dell’ inquinamento acquifero. Cosa centra tutto questo con la mia storia?

C’entra, perchè l’acqua lava tutto, anche i brutti ricordi. Infatti, io sto qui, immerso nella mia vasca da bagno, nella speranza che possa lavarsi questo brutto ricordo. Che possa tornare tutto indietro e che mia mamma possa essere ancora qui. Ma come si dice… I sogni Son Desideri!”

Sono passate ormai 2 settimane da quando siamo arrivati a scuola, ed io, Salvo, Gemma ed Emma e, per dirla alla Silvano (un nostro compagno di classe), Amicississimi!

Sabato scorso, ad esempio, siamo stati ad Ortigia, non c’ero mai stato, è un tripudio di colori e luci ed è soprattutto.

-”Pieno di Ragazze!”

-”Pensi solamente a quello Salvo!” Dissero le Ragazze

-”Voi non potete capire l’universo maschile, vedete se noi ragazzi non lo facciamo al superiore, siamo dei poveri sciocchi!almeno, così dice mio cugino, tu Leo che dici?”

Ho rigirato almeno tre volte la birra tra le mie mani prima di rispondere.

-”Si, anche mio cugino dice la stessa cosa! Però credo che bisogna,non so, aspettare la persona giusta, ecco!”

-”Vedi Leo! Lui si che capisce le donne!” Disse Gemma entusiasta

-”non sarai mica gay?” Disse Salvo

-”Ma No!, è solo che non vedo il motivo di tutta questa fretta! Non morirai mica a 42 anni…., oh scusate non,non,non volevo,io,io…”

Mentre pronunciavo queste parole si iniziava a sentire dal mio cellulare “Relax,Take it easy” di Mika

-”Non rispondi?”

-”Si, lo sto facendo……Pronto!?”

Era Mio padre, mi voleva subito a casa, era successo qualcosa… Riguardava Mia MAMMA!

Corsi più che potei per arrivare il prima possibile in Via Belpasso, arrivato a casa rovo mio padre:

-”Che cosa Ë successo?? DIMMELO!” ero in lacrime

-”Niente, dovevi solo tornare a casa! Sono le 10 meno 20 ed è tardi!”

-”Perchè hai usato mamma per farmi tornare?”

-”Và a dormire!”

-”Perchè non l’amavi?”

-”Che dici?!”

-”La sentivo sempre piangere, e diceva che eri solo uno stronzo! Non aveva tutti i torti!”

-”Come ti permetti!” e mi tirò uno schiaffo che mi sarei ricordato per tutta la vita “Fila a dormire! Ora!”

Corsi verso la mia camera e mi chiusi a chiave, piangevo.

Nel profondo del cuore lo sapevo che stavo vivendo con un assassino.

Non vollero rendere mai noto il nome di chi era il tranviere del numero 42, mai!

Ma allora perchè mio padre,tranviere a Torino, dopo la morte di mia mamma era sempre in questura? E ci rimaneva anche tanto!

Non riuscivo a prendere sonno, ma prima o poi la notte doveva finire,anche la domenica sarebbe finita, e sarebbe arrivato il lunedì.

“Interroghiamo…Brancaccio!”

eccola! La mia prima interrogazione di matematica del superiore!

Le gambe non mi reggevano, metto il quaderno sulla cattedra e mi metto a fianco della lavagna.

“Brancaccio, dimmi tutto quello che sai sugli insiemi”

Iniziai a parlare, gesticolare, disegnare sulla lavagna per più di mezz’ora fino a quando la professoressa LoGiudice disse: “Bene Brancaccio, va bene un 7?”

-”Benissimo Professoressa!”

-”Te lo sei meritato. Adesso vediamo un poco…Bhe quello che viene dopo Brancaccio è Basizza!”

-”Azz… Mi Mette 3 lo sento!”

Salvo andò alla lavagna grondante di sudore tanto che la professoressa gli diede un fazzolettino per asciugarsi.

-”Basizza, Parla degli insiemi”

Salvo fece tutto il contrario di me: non parlò, non gesticolò, non scrisse! Scena muta per un quarto d’ora!

-”Basizza perché non ci sono i compiti sul quaderno?”

-”ehm… Li ho fatti sul computer! si”

-”Ma come ti permetti di prendermi in giro!? 2! E non te lo farò recuperare!”

Suonò la ricreazione.

Da un pò di tempo scendevo per la ricreazione a mangiare al bar.

Il Barista è troppo simpatico, e si chiama anche come il mio migliore amico, Salvo!

E la barista… ne vogliamo parlare? Si Chiama Maria e anche lei è…una st…IMPATICA!

Finita la ricreazione avevamo due ore di educazione fisica con la Scanno(che nomi!)

E poi a casa.

Sapete, sento qualcosa dentro di me che mi dice: falla finita, ora o mai più ma poi rifletto e penso che non ha senso!

-”Ti Voglio Bene Mamma!” dissi in mezzo alla strada

Tutto si voltarono a guardare. Non so perchè l’abbia fatto era uno sfogo.

Corsi per tutta la strada fino alla fermata dell’autobus, ci salì, mi sedetti, mi misi le cuffie del mio iPod, chiusi gli occhi, e ho pregato che questo mio pensiero si realizzasse, improvvisamente buio.

Lunedì 6 Ottobre 2008 Pubblicato da genius91 | Fiction | | Ancora nessun commento.

Leo’s Life (Pilota)

“Maledizione, maledizione, maledetto autobus…!”

I miei passi si potevano sentire echeggiare per tutta la strada, pensavo che viale Cadorna fosse più trafficato di mattina!

Viale Cadorna è una delle strade principali e più trafficate di Siracusa, la città in cui mi sono trasferito, ed è piena di negozi.

La strada è divisa a metà da uno sparti-traffico con delle aiuole e alcuni lampioni per l’illuminazione notturna.

Sto correndo, sono in ritardo!
Oggi è il mio primo giorno di scuola superiore.
Da quando ci siamo trasferiti qui non faccio altro che errori e sciocchezze!
L’altro giorno ad esempio stavo andando a comprare i libri, li prendo, esco e inciampo sul gradino del marciapiede.
Scusate, non mi sono ancora presentato,
Sono Leonardo, per gli amici Leo, vengo da Torino, siamo da 3 settimane qui a Siracusa.
Ho scelto il Corbino perchè dei miei vicini di casa mi hanno detto che si fanno sempre scioperi e manifestazioni, sarà vero?

mah! Intanto sono giunto al portone della scuola.

La scuola è un edificio fascista, chiamato palazzo degli studi, dove nella faccata principale si trova un balcone, stile Mussoliniano, con su appeso un fascio littorio.

Anche l’interno non tradisce lo stile.

Ampi soffitti, corridoi larghi e spaziosi, nell’androne si trova una lunghissima rampa di scale che corre lungo tutto il muro circolare della sala, fino al secondo piano, tutto ciò è ricoperto da pregiatissimo marmo grigio.

Cerco di farmi spazio tra la folla e arrivo davanti a tutti, stavamo aspettando qualcuno, ma chi?
Guardo l’ora,ormai sono le 8,15 dovremmo salire…

Ma ecco che scende qualcuno.
E’ un signore sulla sessantina, capelli bianchi e occhiali demodè.
“E’ il preside!”si sentiva dire, altri dicevano “E’ Maometto!”. Maometto, che c’entra adesso Maometto?
“E’ il soprannome dato al preside!” disse un ragazzo che mi era spuntato da dietro, “Ciao, sono Salvo.”
“Piacere, Leo” risposi. Salvo è un ragazzo simpaticissimo,alto più o meno un metro e settanta, capelli alla Zac Efron marroni scuri, e barba da giovane adolescente alle prime armi.

Mentre chiamavano le altre classi non faceva altro che fare battute su come erano vestiti i ragazzi e le ragazze, sul modo di parlare di Maometto.
“Brancaccio Leonardo!”  sento dire.

oh Dio! Mi ha chiamato,è il mio turno…
Sai adesso ti vengono fuori quelle ansie del tipo: Sarò con qualcuno che conosco? Come farò se c’interrogano subito?
“Basizza Salvatore!” ed il mio cuore si tranquillizzò!Salvo è in classe con me! Chissà quante alte risate ci faremo!
“Di Pietro Emma!”, “Di Pietro Gemma!”
Da Lontano si sentivano delle urla: “Siamo qui preside, e levati… permesso….ti muovi Emma!? Perchè ho una sorella così deficiente!”
“Che bello,pensavo di andare a scuola non allo zoo in mezzo alle oche!” aveva commentato sarcasticamente Salvo.
Io scoppio a ridere, in effetti aveva ragione…
“Che ridi!?” Chiese la ragazza, credo Gemma.
“emh… No Niente,Piacere Leo!”le  dissi
“Ciao io sono Salvo!” disse alle ragazze tendendo la mano.
“Siamo Emma e Gemma, Saliamo prima che si prendano i posti più distanti dalla cattedra!”
Mentre salivamo quegli antiquati gradoni di marmo pensavo alla fantasia che avevano avuto i genitori di delle ragazze! Emma e Gemma sono nomi uguali, basta che aggiungi una lettera, e poi erano uguali…
Immaginavo il padre che era corso all’anagrafe
“Caro, mi raccomando chiamale Rosalia e Lucia, come la Santa!”
Arriva allo sportello:
-”Come le vuole chiamare?”
-”emh, allora… si. oooo non ricordo…  E’ così difficile… E’ vero che quelle cose diminuiscono la memoria e la vista!”
-”Come scusi?”
-”No, No Nulla! Emh… Senta Ci metta Emma e Gemma e la facciamo finita,ok?”
-”Contento lei!”
“Perchè ridi?” mi chiese Salvo
“Poi ti dico!”
La nostra aula è al secondo piano sulla destra e poi a destra di fronte i bagni, non oso immaginare quando avremo lo zaino pieno come faremo!
Prendiamo posto e suona la campanella.
“WooW, giò finito!? Grande, Ciao!” Salvo si stava alzando dalla sedia quando ad un tratto si sente:
-”io non lo farei, è solo l’inizio della prima ora! Hai fretta?!”

Era Il professore…Oh Mamma!
Era in giacca e cravatta,occhiali exlat cycle e libri sottobraccio,tutte le ragazze in classe non dissero altro:”Che Bono!”
-”Grazie Ragazze, in ogni caso aldilà del mio aspetto fisico, non mi sono ancora presentato!
Piacere il Mio nome è Impennisi e sarò il vostro professore di fisica, spero vi faccia piacere!”
Finalmente Iniziamo a conoscerci!
Sono tanti i miei compagni simpatici in classe!
“Bene, tocca a te, come ti chiami?”
-”Io sono Leonardo Brancaccio, vengo da Torino”
-”Davvero, Io ho studiato a Torino!”
-”Si, si, ci siamo trasferiti qui da 3 settimane”
-”Con la tua mamma e tuo padre?”
Non so cosa mi sia preso, so solo che nel giro di pochi secondi scoppiai in lacrime e corsi nel bagno il più velocemente possibile, nessuno poteva capire cosa stavo passando,nessuno!
Ho provato a non pensarci, come dice mio padre, ma non ci riesco!
-”Leo, che succede?il professore è preoccupato, sta venendo!” Disse Salvo non appena entrò nel Bagno.
Entrò anche il professore.
-”Leonardo, mi dispiace, non so cosa ho fatto, che succede ti prego dimmelo che sennò sto in pensiero e…”
-”MIA MADRE E’ MORTA 1 MESE FA!”
C’era silenzio, entrambi mi guardavano straniti,non avevo voglia di raccontarli come mia madre quando era scesa per fare la spesa,sia finita sotto il tram numero 42, forse era il numero sbagliato, Via Togliatti 42,42 anni di mia mamma,e ora di nuovo,senza farci caso, la mia classe è la numero 42!
-”E’ il numero!” dissi senza rendermene conto!
-”Numero? non capisco io…” Disse impennisi
-”Professore non può capire lei, per quanto sia umano, o si vive il dolore, o non si capisce!”
Suonò la campanella, ne suonarono altre 5 per la precisione.
Abbiamo conosciuto altri prof:
Italiano, Latino, Matematica(Brava, ma forse un po’ severa!), e adesso quella di religione!
-”Ragazzi, Siate felici” disse la prof. Buscemi
-”Oh, e finalmente questa lagna è finita!” mi disse Salvo
-”Ragazzi!” Dissero in coro le gemelle “Pranzo al Mc Donald’s?”
-”Si, ma devo venire con l’autobus!” dissi.

-”Ti do un passaggio in moto io… voi ragazze come siete?” chiese Salvo
-”Scarabeo, 50 ,quattro tempi!”
-”Chi siamo?” chiesi
-”Noi 4, ci state simpatici!”
Salvo mi guardo con uno sguardo che solo i maschi possono capire, era come se volesse dire:”queste ce le facciamo,amico!”
Suonò la campanella finale, e scendemmo tutti le scale velocemente!
Non ero neanche andato al bar per la ricreazione, non ce la facevo!
Ma adesso sto meglio,pronto a cominciare con i miei amici.
E’ proprio vero che i veri amici s’incontrano al superiore!
-”Ragazzi?” chiese Gemma “cosa ci aspetterà quest’anno?”
-”Non lo so! Spero però di farlo insieme con voi!” Dissi.
-”Bando alle ciance! Ho fame!” Disse Salvo
-”Il solito Guastafeste!” Abbiamo detto quasi in coro!
Ma Salvo anzichè controbattere preferì… accelerare con la Moto!

Lunedì 29 Settembre 2008 Pubblicato da genius91 | Fiction | | 2 Commenti

Sentieri di scuola – puntata 50

La mattina

La pallottola sparata da Alfredo raggiunge un poliziotto che si trovava di guardia, poco lontano.
L’uomo si accascia a terra, ed un suo collega amico corre in suo soccorso.
Sam riesce a sfuggire al colpo e continua a correre. Alfredo tenta ancora di colpirlo più volte, ma a causa della fretta e della comunque imprecisa mira, non ci riesce.
Alfredo, a questo punto, decide di rimettersi in auto e inseguire Sam; dietro di lui, però, delle volanti della polizia, che erano già nella zona, nonostante poco visibili, hanno seguito questi momenti e si mettono all’inseguimento di Alfredo.

Nel frattempo, Walter Caccia esce da un’uscita secondaria, proprio dove, senza volerlo, si sta dirigendo Sam che, a sua volta, è ora inseguito da alcuni poliziotti.
Senza rendersene conto, Sam finisce la sua corsa frenato dal corpo di Walter che gli si para davanti:
- Bene, finisce qui la tua fuga! Adesso torni su con me.
Sam cerca in qualche modo di liberarsi, ma l’investigatore lo tiene stretto, aiutato subito dopo dai poliziotti che gli mettono le manette ai polsi e lo obbligano a seguire Walter che torna nell’ufficio di Brambilla.

Una volta raggiunta la stanza, a Sam si presenta una scena simile a quella che aveva lasciato prima di gettarsi dalla finestra, con la differenza che adesso sono presenti molti agenti di polizia che tengono d’occhio soprattutto Mario.
Rivolto ancora a Sam, Walter cerca di riprendere il discorso dallo stesso punto in cui si erano interrotti in precedenza:
- Dato che non te li sei ricordati prima, ti faccio rivedere i volti dei ragazzi coinvolti in tutti i tuoi delitti…
Sam, adesso, rivede i personaggi che erano entrati prima nell’ufficio: si tratta di Eleonora, Fabrizio, Lorenzo, Paola, Roberto e Stefano, oltre che, naturalmente, Luca.
- Prima che Walter spieghi a te, Sam, e a Brambilla, tutto quello che avete combinato – interviene Carlo – voglio fare vedere a tutti quanto è successo in questo ufficio pochi minuti fa…
Carlo si fa dare da Luca il registratore tascabile e, intanto, inserisce la videocassetta nell’apposito lettore e mostra a tutti quello che è stato registrato dall’altra stanza. Le immagini, accompagnate dall’audio fatto ascoltare premendo il tasto Play del miniregistratore, cominciano dal momento in cui Luca socchiude l’anta dell’armadio della Direzione, in modo tale che l’investigatore Airoldi potesse videoregistrare delle immagini sufficientemente nitide.
Si riesce a intravvedere Sam che arriva con la sua valigetta e Luca che prende in mano una di quelle buste contenute, tra l’altro spostandosi e muovendo la mano in modo tale da farle vedere bene alla videocamera.
Anche l’audio non lascia adito a dubbi; si ascolta distintamente Luca che dice “Ma… è droga!” mentre Brambilla gli dà le istruzioni.

Tutte le persone all’interno della stanza sono sconvolte, mentre Sam e Mario si rendono conto di essere in trappola.

A questo punto, terminata la visione della videocassetta, Walter dà le sue spiegazioni:
- E’ già da un po’ che avevo in testa l’idea che l’assassino degli zii di Eleonora e colui che aveva tentato di uccidere i suoi genitori potessero essere la stessa persona. Del resto, i sogni di Eleonora, che ho ritenuto sempre un valido mezzo, parlavano chiaro: il suo mostro, che tra l’altro ha sognato pure la cugina Marta, era sempre lo stesso…
Quando ho interrogato i compagni di classe di Eleonora, ho avuto la possibilità di ascoltare due storie in particolare che mi avevano colpito, Lorenzo e Stefano.
Il primo mi aveva raccontato che… “Non ricordo esattamente se era quel giorno… però… sono sicuro che… sì… quello è il periodo in cui sono stato rapito!” e il secondo che dell’episodio dei genitori di Eleonora aveva solo sentito delle voci perchè… “Perchè è il giorno in cui ho avuto l’incidente…”.

- Mi sono fatto raccontare nel dettaglio le loro storie ed in effetti, nel caso di Lorenzo, si trattava di un uomo a volto coperto con in mano una pistola che sarebbe compatibile con quella usata per tentare di uccidere i signori De Paoli; nel caso di Stefano, addirittura, il suo incidente è stato provocato da un’auto pirata per cui non si è nemmeno saputo chi fosse il colpevole.
La mia idea, a quel punto, è che stessimo parlando della stessa persona che, una volta fallito il tentativo di uccidere i genitori di Eleonora, è scappata e ha avuto la possibilità di rapire un suo compagno; probabilmente il suo scopo, inizialmente, era quello di vendicarsi per un delitto non riuscito, ma in effetti è riuscito a riscattarsi uccidendo, qualche tempo dopo, il fratello e la cognata del signor De Paoli. Si sarà, poi, reso conto che non avrebbe ottenuto niente da questo rapimento e, sapendo di avere il volto coperto, ha lasciato andare Lorenzo. La sua auto era stata poi ritrovata qualche giorno dopo in aperta campagna, ma lui era scappato.

- L’incidente di Stefano, invece, probabilmente è stato davvero casuale. Stefano si è semplicemente ritrovato davanti alla sua auto e lui, avendo fretta, non ha compiuto nemmeno il gesto di fermarsi per assicurarsi che il ragazzo non si fosse fatto male.

Nel frattempo, i due ragazzi finora nominati rivolgono sguardi di disprezzo verso Mario e Sam.
Walter prosegue:
- La cosa bizzarra è che mi sia occupato di due casi apparentemente slegati tra di loro, ma che invece avevano qualcosa in comune: quello di Paola e quello di Eleonora.
Paola aveva organizzato la festa a casa sua ma non è riuscita a controllare tutti gli ingressi. A causa del solito passaparola, si è trovata in casa gente sconosciuta, tra cui il nostro colpevole che ha lasciato distrattamente la bustina di droga sul mobile. Roberto si è ritrovato in mano quella bustina, ma non c’entrava e probabilmente nemmeno il colpevole aveva un’intenzione ben precisa.

Paola e Roberto si guardano negli occhi: la sentenza di Walter aveva dissipato ormai ogni dubbio sull’innocenza del ragazzo, nel caso in cui non fosse ancora chiaro.

- Ho collegato l’episodio di Paola con Luca grazie ai suoi dubbi sull’atteggiamento di Brambilla che gli aveva proposto un affare di droga.

Mentre sta parlando, con un tempismo perfetto, dalla porta dell’ufficio si affaccia Gianfranco che, incuriosito dal movimento che si era creato intorno alla Direzione, pensava ci fossero sviluppi relativi alla vicenda di Luca. Walter prosegue:

- Luca, tra l’altro, da quando ha iniziato a lavorare qui ha avuto dei sospetti. Brambilla ha usato spesso l’arma del licenziamento per obbligare i neo-assunti a consegnare dei grandi quantitativi di droga ai suoi clienti. I nuovi dipendenti, secondo quello che pensava lui, sono più grintosi, con più voglia di fare e avrebbero molto da guadagnare nel portare a termine i suoi piani. Per questo, negli ultimi tempi, c’è stato un aumento nel numero di licenziati tra i dipendenti assunti da meno tempo.

Gianfranco, nell’ascoltare la spiegazione di Walter, guarda compiaciuto Luca che ricambia con un sorriso.

- Infine, per quanto riguarda Eleonora… all’inizio tutti sospettavano (o sospettavamo) che nel tentato omicidio dei genitori fosse coinvolto Fabrizio, ma svariati testimoni hanno poi rivelato che nell’istante in cui è stato sparato il colpo, lui stava uscendo dalla scuola; si era pensato, allora, al suo amico Alfredo, ma quando sono stati uccisi gli zii di Eleonora, lui si trovava in America.

- La spiegazione di tutto questo è molto semplice: Sam è stato assoldato da Brambilla ad uccidere i De Paoli perché suoi avversari in affari. Ho avuto la conferma dei cattivi rapporti intercorrenti tra le famiglie quando ho avvisato Eleonora che saremmo venuti in questo posto e, nonostante le avessi dato la bella notizia che avevo trovato il colpevole, l’ho vista turbata.

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Venerdì 26 Settembre 2008 Pubblicato da giovannivita | Fiction | , , , , , | Ancora nessun commento.