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Rebirth “Il Cacciatore”

Cloe si alzò in piedi, spaventata per ciò che aveva udito.

“In che senso, mangiati?” chiese a Francis.

“Che li ho sbranati violentemente. Il sangue colava dappertutto e… poi le ho buttate in acqua. Solo che poi hanno trovato i corpi ed ho dovuto confessare”.

 

(N.D.R) Da questo momento la lettura è consigliata ad un pubblico adulto, a causa del tema molto violento della puntata(N.D.R)

 

“Francis, senti, ci vediamo alle dieci al porticciolo, mi raccomando puntuale!” disse una donna all’altro capo del telefono.

“Va bene, ci sarò” disse chiudendo il telefono.

Francis stava seduto sulla poltrona del suo studio. Davanti a lui un PC, un book pro della RIT.

Nello schermo erano aperte due finestre di Audium Messenger. Una era di Carmelo, il suo migliore amico, con il quale si sarebbero visti il giorno dopo. Nell’altra vi era un ragazzo che si faceva chiamare “il cacciatore”.

Francis li chiese: “Hai tutto pronto?”

Attese qualche istante prima di ottenere la risposta: “Si… a largo della spiaggia Calandrina, alle dodici… NFS”.

Leggendo NFS Francis era abbastanza amareggiato, il cacciatore non si fidava di lui. NFS sta per “Non fartela sotto”.

Decise di spegnere il PC.

Vagava per la casa, seminudo e con la luce fioca.

Sul tavolino basso di cristallo posto nel salone vi erano i resti della sua ultima entrata in estasi, cocaina.

Ma la cosa inquietante non era questa, vi era un’altra cosa che giaceva in quella stanza. Un corpo, una donna sui venticinque anni. Francis le aveva amputato le braccia. Il candido divano della stanza si era tinto di roso fuoco.

Francis accese la luce della cucina, aprii il frigorifero. Dentro vi erano i due arti.

“Ecco la mia cena…”

 

Erano le dieci e trenta di un sabato mattina qualunque, almeno per i quattro amici di Francis.

Nessuno sapeva la sua sfrenata passione, il desiderio di carne umana che lo perseguitava sempre, in ogni momento.

Carmelo guidava il suo Crancer 50 nuovo di zecca.

Le ragazze stavano nella cabina di sotto a preparare il pranzo.

“Melo, che ne dici se ci fermiamo a largo di Calandrina?” gli chiese.

“Si può fare!” rispose in enfasi Carmelo.

La sorpresa sarebbe stata amara, molto amara.

Ma come disse Dante “più che l’amore, poté la fame”.

Non ebbero il tempo di fermare la barca e di mettere l’ancora che Francis aveva distrutto con l’estintore di bordo la carena della cabina, l’acqua entrava velocemente. Chiuse lì dentro Carmelo, con un atto repentino.

“Ragazze mi dispiace, ma morirete qui” disse.

Le ragazze terrorizzate indietreggiarono più che poterono ma furono raggiunte da un colpo di pistola alla schiena.

Le urla di Carmelo erano atroci.

La barchetta del cacciatore si avvicinava.

“Banchettiamo adesso?” urlò a Francis.

“Con molto piacere…”

 

“Oh mio Dio!” disse Cloe sconvolta dal racconto.

Gli altri Jail10, guardavano Francis con paura e sgomento.

Decisero di attraccare in città.

Scesero dalla scialuppa come se nessuno li avesse notati.

Tutti insieme, nella tuta arancione che portano i detenuti, si recarono presso una piazza piena di monitor, come Piccadilly Circus a Londra.

Nessuno li vedeva.

Com’era possibile?

Andrew, uomo di quarant’anni con i capelli grigi e i lineamenti scavati dal tempo, quasi impazzì corse in mezzo alla strada. Nessuno si era ancora accorto di loro.

Prese un uomo, che da com’era vestito sembrava un manager.

Lo strattonò per il colletto e li chiese con molta rabbia: “Mi vedi? Mi vedi?”.

Il manager annuì, era spaventato.

“Sai chi sono? Lo sai?” chiese.

Il manager scosse la testa in segno di no.

“Ma siamo famosi in tutta America!”

Andrew stava per allontanarsi, ma l’uomo, dopo essersi sistemata la cravatta, corse verso di lui e lo fermò.

“Che vuoi?” li chiese Andrew.

“America? Qui non siamo in America!” esclamò l’uomo.

Andrew non ebbe il coraggio di chiedere il luogo esatto.

Corse con andatura svelta verso gli J10 e disse: “Non siamo in America!”

“E dove siamo?!” esclamò Gennaro.

“Non lo so, ma qui possiamo rifarci una vita. Addio!”.

Detto questo ognuno di loro si allontanò.

Ma si sarebbero rivisti molto presto.

Francis, decise di prendere la metropolitana.

Non sapeva dove portasse, ma gli ispirava fiducia.

Girato l’angolo fu colpito in testa da un uomo con una maschera da rinoceronte.

Prese Francis per le gambe e poi disse :  “Meno uno. Ne mancano nove”.

Giovedì 1 Maggio 2008 - Pubblicato da genius91 | Fiction | , , , | 4 Commenti

4 Commenti »

  1. Come il primo, il secondo … il thriller prende forma ….
    Continua così!!!! inutile ripetere ciò che ho scritto qualche giorno fa!! Very good

    Commento di Fispinner | Sabato 3 Maggio 2008

  2. cavolo!

    Commento di Marco | Venerdì 9 Maggio 2008

  3. emozionante!

    Commento di Anna | Domenica 18 Maggio 2008

  4. wow bravo sto ragazzo! m piacerebbe conoscerlo! kissà ke persona interessante deve essere, x scrivere storie cs intriganti!!!

    Commento di reveur | Sabato 14 Giugno 2008

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