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Rebirth “10 Giorni Dopo”

Nei precedenti episodi di “Rebirth”:

Un gruppo di dieci fra i quaranta galeotti più famosi d’America naufraga e approdano in una città che, secondo un suo abitante, non si trova in America.La nave su cui viaggiavano è naufragata per quello che loro credono un “Fungo atomico”.

Dopo aver scoperto gli scheletri nell’armadio di Francis ed essersi dispersi, adesso si va dieci giorni avanti…

Andrew sedeva in una sala d’attesa.

La sala era quadrata con pareti di colore verde tenue e le sedie erano disposte ai lati della stanza.

A centro era posto un tavolo con alcuni giornali, tutti sconosciuti ai suoi occhi.

Erano passati ormai dieci giorni dal loro arrivo nella “città”.

In questi giorni Andrew aveva perso i contatti con gli altri, nessuno si era rivisto.

“La città è molto grande!” penso lui.

“Signor Housten?” chiese la donna che si affacciò in quella sala.

“Si sono io” rispose.

“Il dottor Avellino la sta aspettando”

“Grazie. Che stanza?”

“La quattro, si accomodi”.

Uscendo dalla “wating room” si voltò e vide un computer, lì gli tornò in mente ciò che fece.

 

Ore 11,30 del mattino. 22 Settembre 2004

Andrew Housten sedeva davanti alla sua ben arredata scrivania in modica.

Penne, matite, gomme,  pennarelli, insomma tutto il necessario per un geometra di fama nazionale come lui.

Dalla finestra della sua stanza si poteva vedere un aereo della “Oceanic Airlines” decollare dall’aeroporto.

Quel giorno, però non era in veste di geometra, bensì di pirata informatico.

Era riuscito a bucare il sito della “Lyod&Shellman” una delle più importanti banche americane.

Nel suo portafogli erano entrati ben quattrocento milioni di dollari.

Un cicalino lo svegliò dai suoi sogni.

“Geometra degli agenti vorrebbero parlare con lei” disse Mis. Lindsay, la sua segretaria.

“Ehm, dica di passare dopo…”

“Insistono, dottore…”

Non ragionò più.

Aprì il vano della sua finestra e si getto sul ponteggio dei lavavetri che pendeva proprio di fronte alla sua finestra.

Scese i ben settanta piani a velocità.

Non bastò.

Gli agenti della Round house di Los Angeles lo arrestarono.

Passo alla “storia giornalistica” come l’uomo che ha rubato a tutti gli americani.

 

 

Guardando il computer, decise di disdire l’appuntamento:

“Signorina, scusi ma io non entro…”

La donna non ebbe il tempo di rispondere, che già Andrew era corso dentro l’ascensore.

Arrivato al Ground Floor, uscì in strada di corsa, senza guardare nessuno.

Un taxi lo mise sotto.

Lo sgomento della gente era immenso, l’avevano visto volare per almeno dieci metri.

Eppure Andrew si alzò in piedi, senza nessun graffio, senza nessuna frattura.

Continuava a correre, scappava dall’uomo che aveva visto in quell’ufficio.

L’uomo si mise la maschera da rinoceronte e cominciò a corrergli dietro.

Le gambe dei due correvano al massimo delle loro forze.

Nella corsa, Andrew prese il suo cellulare e compose un numero: era quello di Cloe, l’unica persona con cui ancora si sentiva.

 

“Mi segue!” disse.

“Stai calmo, dove sei?” gli chiese Cloe.

“Tra la 5th e la 6th…”

“Svolta l’angolo con la sesta e infilati nel Ground supermarket!”

Seguì alla lettera le sue indicazioni.

“Ok fatto, e ora?”.

“Vai dentro il magazzino”

Andrew fece tutto, entrò nel magazzino, ma l’uomo con la maschera entrò dentro.

Andrew non reagì, l’unica cosa che disse fu: “Avete vinto!”.

Fu colpito in testa.

Sempre con la maschera in viso, l’uomo chiamò una donna:

“Ti ringrazio per averlo fatto andare in un vicolo cieco, ma sappi che stai solo allontanando il momento in cui prenderò anche te”.

Detto questo, chiuse la chiamata.

In città ne rimaneva solo una, Cloe.

Gli altri erano stati già presi nell’arco di quei dieci giorni.

Come e perchè, nelle prossime puntate.

Giovedì 8 Maggio 2008 - Pubblicato da genius91 | Senza Categoria | , , , , , , , | 2 Commenti

2 Commenti »

  1. mmm quando scrivi il seguito?

    Commento di Marco | Venerdì 9 Maggio 2008

  2. wow…c’è da dire ke la storia è imprevedibile!

    Commento di reveur | Sabato 14 Giugno 2008

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