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Leo’s Life (L’acqua)

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“Certe persone pensavano che l’acqua, il bene più prezioso dell’umanità, fosse inesauribile. Ma se lo fosse stato non ci staremmo mica preoccupando dell’ inquinamento acquifero. Cosa centra tutto questo con la mia storia?

C’entra, perchè l’acqua lava tutto, anche i brutti ricordi. Infatti, io sto qui, immerso nella mia vasca da bagno, nella speranza che possa lavarsi questo brutto ricordo. Che possa tornare tutto indietro e che mia mamma possa essere ancora qui. Ma come si dice… I sogni Son Desideri!”

Sono passate ormai 2 settimane da quando siamo arrivati a scuola, ed io, Salvo, Gemma ed Emma e, per dirla alla Silvano (un nostro compagno di classe), Amicississimi!

Sabato scorso, ad esempio, siamo stati ad Ortigia, non c’ero mai stato, è un tripudio di colori e luci ed è soprattutto.

-”Pieno di Ragazze!”

-”Pensi solamente a quello Salvo!” Dissero le Ragazze

-”Voi non potete capire l’universo maschile, vedete se noi ragazzi non lo facciamo al superiore, siamo dei poveri sciocchi!almeno, così dice mio cugino, tu Leo che dici?”

Ho rigirato almeno tre volte la birra tra le mie mani prima di rispondere.

-”Si, anche mio cugino dice la stessa cosa! Però credo che bisogna,non so, aspettare la persona giusta, ecco!”

-”Vedi Leo! Lui si che capisce le donne!” Disse Gemma entusiasta

-”non sarai mica gay?” Disse Salvo

-”Ma No!, è solo che non vedo il motivo di tutta questa fretta! Non morirai mica a 42 anni…., oh scusate non,non,non volevo,io,io…”

Mentre pronunciavo queste parole si iniziava a sentire dal mio cellulare “Relax,Take it easy” di Mika

-”Non rispondi?”

-”Si, lo sto facendo……Pronto!?”

Era Mio padre, mi voleva subito a casa, era successo qualcosa… Riguardava Mia MAMMA!

Corsi più che potei per arrivare il prima possibile in Via Belpasso, arrivato a casa rovo mio padre:

-”Che cosa Ë successo?? DIMMELO!” ero in lacrime

-”Niente, dovevi solo tornare a casa! Sono le 10 meno 20 ed è tardi!”

-”Perchè hai usato mamma per farmi tornare?”

-”Và a dormire!”

-”Perchè non l’amavi?”

-”Che dici?!”

-”La sentivo sempre piangere, e diceva che eri solo uno stronzo! Non aveva tutti i torti!”

-”Come ti permetti!” e mi tirò uno schiaffo che mi sarei ricordato per tutta la vita “Fila a dormire! Ora!”

Corsi verso la mia camera e mi chiusi a chiave, piangevo.

Nel profondo del cuore lo sapevo che stavo vivendo con un assassino.

Non vollero rendere mai noto il nome di chi era il tranviere del numero 42, mai!

Ma allora perchè mio padre,tranviere a Torino, dopo la morte di mia mamma era sempre in questura? E ci rimaneva anche tanto!

Non riuscivo a prendere sonno, ma prima o poi la notte doveva finire,anche la domenica sarebbe finita, e sarebbe arrivato il lunedì.

“Interroghiamo…Brancaccio!”

eccola! La mia prima interrogazione di matematica del superiore!

Le gambe non mi reggevano, metto il quaderno sulla cattedra e mi metto a fianco della lavagna.

“Brancaccio, dimmi tutto quello che sai sugli insiemi”

Iniziai a parlare, gesticolare, disegnare sulla lavagna per più di mezz’ora fino a quando la professoressa LoGiudice disse: “Bene Brancaccio, va bene un 7?”

-”Benissimo Professoressa!”

-”Te lo sei meritato. Adesso vediamo un poco…Bhe quello che viene dopo Brancaccio è Basizza!”

-”Azz… Mi Mette 3 lo sento!”

Salvo andò alla lavagna grondante di sudore tanto che la professoressa gli diede un fazzolettino per asciugarsi.

-”Basizza, Parla degli insiemi”

Salvo fece tutto il contrario di me: non parlò, non gesticolò, non scrisse! Scena muta per un quarto d’ora!

-”Basizza perché non ci sono i compiti sul quaderno?”

-”ehm… Li ho fatti sul computer! si”

-”Ma come ti permetti di prendermi in giro!? 2! E non te lo farò recuperare!”

Suonò la ricreazione.

Da un pò di tempo scendevo per la ricreazione a mangiare al bar.

Il Barista è troppo simpatico, e si chiama anche come il mio migliore amico, Salvo!

E la barista… ne vogliamo parlare? Si Chiama Maria e anche lei è…una st…IMPATICA!

Finita la ricreazione avevamo due ore di educazione fisica con la Scanno(che nomi!)

E poi a casa.

Sapete, sento qualcosa dentro di me che mi dice: falla finita, ora o mai più ma poi rifletto e penso che non ha senso!

-”Ti Voglio Bene Mamma!” dissi in mezzo alla strada

Tutto si voltarono a guardare. Non so perchè l’abbia fatto era uno sfogo.

Corsi per tutta la strada fino alla fermata dell’autobus, ci salì, mi sedetti, mi misi le cuffie del mio iPod, chiusi gli occhi, e ho pregato che questo mio pensiero si realizzasse, improvvisamente buio.

Lunedì 6 Ottobre 2008 - Pubblicato da genius91 | Fiction | | Ancora nessun commento.

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