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Rebirth “8 giorni fa”

“Non l’ho uccisa io! Non l’ho uccisa io!”
Gennaro correva vestito da sposo nella strada più trafficata di Las Vegas alle undici di sera.
Le luci della città del peccato facevano in modo che lui non potesse scappare da nessuna parte.
Gli agenti federali lo inseguivano con un passo veloce.
Gennaro, nonostante la sua età di cinquantasette anni, correva veloce.
Aveva appena superato il Majestic, il Cesar Palace, fin ad arrivare al Bellagio, dove si trova la fontana danzante.
Lui la vide, e decise di darsi al gesto estremo: si getto nell’acqua, mentre la fontana dava il suo show.
Le luci e le sirene delle auto della polizia giunsero sul luogo.
Ordinarono di fermare immediatamente lo spettacolo di luci e di acqua.
Presero Gennaro zuppo e lo portarono con loro.
Aveva ucciso quella che sarebbe diventata sua moglie e tutti i presenti nella “Chapel of Love” di Las Vegas.

Squillava il telefono in una stanza del loft.
Un mono ambiente con soffitti alti e con un tubo di metallo, spesso circa un metro, lungo tutta la stanza.
Alla sinistra vi era un bancone da bar in nero lucido con tre sgabelli di metallo foderati di pelle nera.
A destra un divano di tessuto bianco con al centro un tavolino basso di legno semplice.
Cloe rispose al telefono.
“Cloe?” chiese l’interlocutore.
“Sì, sono io” disse “Lei chi è?”
“Vieni alle stasera, alle undici a Morgan’s Square” disse molto velocemente.
Cloe non ebbe il tempo di aprire bocca, che la conversazione di chiuse.

Ore undici meno un quarto.
Morgan’s Square.
Cloe era lì, ad aspettare.
Arrivo l’uomo.
Non molto alto, con la barba abbastanza lunga. Era vestito tutto in bianco, dai mocassini, agli occhiali, passando per la camicia e i pantaloni.
“Ciao Cloe. Mi conosci?”
Cloe lo scrutò più volte, ma non lo riconobbe.
“No, non ti conosco…”
“Male Cloe, perché io sono l’unica persona che ti può salvare”.
“Da cosa?”
“Ogni tuo compagno, gli jail10, sta venendo rapiti” disse “ e siccome il lavoro mi viene pesante, e visto il tuo passato…Beh… mi servirebbe una mano…”
“A rapire gli altri?” chiese Cloe.
“Si, a rapirli”
“E io che ci guadagnerei?” chiese, stranamente interessata al discorso. Eppure aveva giurato di non ripetere più i suoi errori.
“Saresti salva, direi al mio capo che sei scomparsa chissà dove…”
“Perché non morta?”
“Perché non mi crederebbe, qui le cose vanno in maniera diversa…”
“Diversa quanta?”
“Per ora ciò che puoi sapere è solamente questo”.
Cloe lo guardò ancora.
“Ci stai?”
Pensò molto alle facce dei sopravvissuti, li conosceva bene, avevano trascorso in quella misera scialuppa, abbastanza tempo da conoscersi bene. Almeno di vista.
“Si”
“Bene ma voglio la prova tangibile, seguimi”.
Lo seguì in uno spiazzo dove era parcheggia una macchina.
Aprì il cofano.
Dentro vi era una faccia familiare. Era Gennaro.
“Se sei con me, allora, prendi la pistola in mano e sparagli”.
Senza pensarci un secondo, prese in mano l’arma e la caricò.
“Scusa Gennaro”.
Il colpo di pistola non si sentì.
“Ottimo” disse l’uomo.
Cloe alzò gli occhi al cielo e vide una sorta di punto, molto luminescente in cielo.
“Che cos’è quello?” chiese all’uomo.
“Quello?” disse indicandoglielo.
“Si”
“Quella è la tua terra”.

Giovedì 30 Ottobre 2008 - Pubblicato da genius91 | Fiction | , , , , , , , , , | 3 Commenti

3 Commenti »

  1. Complimenti!! la storia prende forma …. e scommetto che diverrà sempre più corposa e intrecciata … continua così mi raccomando!!

    Commento di Fispinner | Domenica 25 Maggio 2008

  2. IUGIII ma tutta questa immaginazione??? continua a scrivere mi raccomando…tivibi:);)

    Commento di francesca | Lunedì 26 Maggio 2008

  3. Bella nuova serie dal mitico Genius….. un vero genio della scrittura moderna…..

    Commento di John Zoidberg | Martedì 27 Maggio 2008


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