Sentieri di scuola 2 – puntata 1
Primo giorno di scuola
Suona la campanella che indica l’inizio delle lezioni.
I primi due ad entrare in classe sono Eleonora e Fabrizio:
- Stavo così bene in vacanza… non vedo l’ora che finisca la scuola.
- Ma Ele, non abbiamo nemmeno cominciato!
- Sai, sono stata bene con te in Spagna, ci voleva proprio!
Fabrizio però non sembra dello stesso parere; è pensieroso e non reagisce in alcun modo agli abbracci affettuosi della ragazza.
- Cosa c’è, Fabry?
- Niente… non c’è niente… sarà la nostalgia dell’estate…
- Io invece sospetto qualcos’altro; tu stai pensando ad Alfredo.

Intanto, nel corridoio si sono ritrovate Francesca ed Adriana.
La prima, dopo i consueti convenevoli, fa riferimento ad una loro vecchia conoscenza:
- Secondo te, come starà Claudia?
- Non ne ho idea, e sinceramente non mi interessa nemmeno.
- Credo che la sua scelta di cambiare scuola sia stata adeguata. Anch’io, al suo posto, avrei fatto la stessa cosa, dopo una vergogna simile.
- E’ vero che lei non può pagare per gli errori del padre, ma hai visto come ha vissuto gli ultimi mesi qui con noi?
- Sì, i professori sono stati molto duri con lei e nemmeno i nostri compagni sono stati clementi, te compresa…
Adriana si sente molto colpita dall’accusa dell’amica.

- Ciao Lorenzo, come va?
- Bene, Alberto! Sono contento di rivederti!
I due amici si sono abbracciati fuori dall’ingresso della scuola.
- Quest’anno perchè non ti iscrivi anche tu alla nostra scuola di calcio?
- Ti sembra che sia adatto?
- Dai, sei un tipo robusto e ci serve qualcuno come te per fare una squadra come si deve.
- Vedremo, dai… Ciao, Roberto! Ciao, Paola!
- Ciao, ragazzi, come state? – risponde Roberto
- Bene
- Bene, e voi?
- Tutto a posto – risponde ora Paola – come sono andate le vacanze?
- Rilassanti
- Tranquille
Intanto sopraggiungono anche Adelaide e Marisa:
- Buongiorno a tutti!
- Ciao ragazze…
Seguono i soliti saluti mentre poco più in là si vede arrivare anche Stefano, che non saluta nessuno e si dirige direttamente in aula.
Pare che, comunque, i componenti della combriccola non si siano accorti di lui e proseguono a parlare.

- Ele, non sto pensando ad Alfredo; ormai me ne sono fatto una ragione…
- Non devi vergognarti di questo, Fabry, era il tuo migliore amico ed è normale che ti manchi, ora che…
- Non ripeterlo! – grida Fabrizio – Non voglio che continui a ricordarmi quello che è successo quel giorno…
Il ragazzo, in realtà, continua a rivedere nella sua mente le scene che continuano a non farlo dormire di notte.
Nel giorno in cui sono stati arrestati il signor Mario e Sam, Alfredo aveva sparato un colpo di pistola contro quest’ultimo, ferendo invece gravemente un poliziotto.
A quel punto, trovandosi alle strette, il ragazzo è risalito sulla sua auto ed ha iniziato a correre all’impazzata mentre tutti i ragazzi presenti nell’ufficio di Brambilla erano ignari di tutto.
Un paio di auto della polizia, non impegnate nella caccia a Sam, hanno cominciato ad inseguire il fuggiasco per fermarlo dopo il suo gesto. La corsa è diventata sempre più veloce e disperata, anche nelle strade più strette del paese.
Giunto su un sentiero sconnesso lungo il fiume, le auto hanno rallentato solo di poco, ma Alfredo ha continuato a sperare di seminare i suoi inseguitori, anche perchè sia lui che loro conoscevano bene tutta la viabilità della zona.
All’improvviso, però, durante una manovra azzardata, la macchina di Alfredo ha sbandato e, a causa della sua folle velocità ed alla mancanza di un guard-rail, è finita in breve tempo nel letto del fiume.
L’acqua alta ha sommerso l’intero abitacolo mentre i poliziotti, scesi dalle loro auto, hanno cercato di avvicinarsi al luogo dell’impatto. La forte corrente, tra l’altro, allontanava sempre di più la macchina di Alfredo ed ha reso ancora più complicate le operazioni di recupero.
Grazie ad una squadra di soccorso composta anche da sommozzatori, chiamata nel giro di qualche minuto e accorsa non appena possibile sul luogo dell’incidente, sono state condotte delle ricerche per ritrovare Alfredo. Si pensava fosse rimasto intrappolato sul suo sedile, ma di lui non è rimasta traccia nè all’interno nè nei dintorni dell’auto.
Le operazioni sono proseguite per molte ore, sia durante la giornata sia nei giorni seguenti, senza dare nessun risultato.
Fabrizio ed Eleonora sono spesso ritornati su quella strada sperando di avere nuove informazioni o di rivedere il loro amico spuntare da dietro un cespuglio, ma non c’è stato nulla da fare.
Adesso sono passati circa 10 mesi e la situazione non era mutata: Alfredo, nonostante il corpo non sia mai stato trovato, per tutti è morto.

Tutti gli altri ragazzi entrano in classe, salutando Fabrizio ed Eleonora, e sedendosi ai propri posti, scegliendoli tra quelli liberi e venendo a formare delle coppie di compagni di banco.
Adelaide e Marisa sono ancora molto amiche tra di loro. Dopo un periodo di incertezze, la prima ha ricominciato a studiare e a prendere nuovamente dei buoni voti; la seconda ha mantenuto la sua media ed ha continuato ad allenarsi nella squadra di pallavolo. Poichè la situazione si è normalizzata, le rispettive famiglie non hanno più posto vincoli affinchè si potessero frequentare.
Francesca ed Adriana hanno rafforzato la loro amicizia, anche se, adesso, prima di sedersi, Adriana vuole capire cosa voleva dire esattamente Francesca:
- Ascolta, voglio sapere che cosa pensi di me…
- In che ambito?
- Rispetto al discorso che facevamo prima, su quello che secondo te avrei fatto a Claudia.
- Dico soltanto che tu, come tutti gli altri, le hai voltato le spalle proprio quando avrebbe avuto più bisogno del tuo aiuto.
- Claudia è stata una delusione per me. Avevo riposto molta fiducia in lei.
- Ma cosa c’entra lei con le malefatte del padre?
- Vuoi sapere cosa c’entra? Te lo dico io cosa c’entra! Nonostante fosse palese che il padre era colpevole, ha continuato a difenderlo e a sparare sentenze contro la famiglia di Eleonora!
- Non mi avevi detto che Eleonora non è una brava ragazza?
- Indipendentemente da questo, non posso sopportare che la figlia di un malvivente dica cattiverie contro altre persone che hanno subìto la sua malvagità.
Lorenzo ed Alberto sono amici più che mai e non hanno avuto difficoltà a trovare posti vicini.
Ovviamente anche Paola e Roberto non hanno modificato la loro abitudine prendendo posto su due banchi contigui.
Stefano, quest’anno, si trova da solo. Adelaide, che non parla con lui da molto tempo, si decide, però, a mettere da parte il silenzio e a fargli un po’ di compagnia:
- Ciao Stefano, non ti avevo visto arrivare.
- Non importa…
- Mi spiace che tu sia rimasto solo, purtroppo abbiamo formato tutte le coppie dell’anno scorso ma Andrea si è trasferito e…
- Lo so, non ho un compagno di banco, pazienza…
Proprio mentre pronuncia queste parole, dalla porta entrano una ragazza e due ragazzi che salutano timidamente:
- Ciao a tutti…
Le risposte sono altrettanto timide e confuse ma qualcuno inizia a capire il motivo per cui sono rimasti tre banchi vuoti.
Dei due ragazzi, quello con la carnagione lievemente più scuro si accomoda subito in uno dei due banchi attaccati, mentre l’altro viene occupato subito dopo dal secondo ragazzo.
La fanciulla, ancora con molta timidezza, si avvicina all’unico banco rimasto ormai sguarnito, quello accanto a Stefano:
- Scusa… posso sedermi qui? Non ci sono altre scelte…
- Prego… non avendo altre possibilità…
Intanto Adelaide ha riguadagnato la sua postazione, mentre trascorrono alcuni secondi di imbarazzo.
- Ah, piacere, io mi chiamo Beatrice – riprende la ragazza porgendo la mano a Stefano, il quale ricambia pronunciando il suo nome e stringendole mollemente la mano, dimostrando che per lui queste presentazioni sono esattamente una formalità.
Lorenzo ed Alberto si alzano insieme dal loro banco e vanno ad accogliere i nuovi arrivati:
- Salve ragazzi, io sono Lorenzo
- E io Alberto…
- Ciao, io sono Khalid Imraan, ma potete chiamarmi Khalid.
- Piacere, io Davide.
- Benvenuti!
- Grazie
- Da dove venite? – chiede Alberto
- Arrivo dall’Egitto – risponde Khalid
- Veramente volevo solo sapere da quale scuola provenite… – ripete Alberto con un lieve sorriso
- Ah, scusa… veniamo tutti e tre dal liceo del paese vicino. Quest’anno hanno deciso di accorpare alcune classi di scuole diverse per questioni logistiche.
Nel frattempo Adelaide, che stava parlando con la sua amica, rimane per qualche istante a fissare in maniera strana proprio Khalid.
Non c’è ancora nessun commento.
Lascia un commento
-
Archivi
- Dicembre 2008 (1)
- Ottobre 2008 (4)
- Settembre 2008 (21)
- Agosto 2008 (1)
- Luglio 2008 (14)
- Giugno 2008 (17)
- Maggio 2008 (4)
- Aprile 2008 (1)
-
Categorie
-
RSS
Ingressi RSS
Commenti RSS
